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Sbloccati dal Ministero 1,7 miliardi di euro per il triennio 2018-2020: serviranno per effettuare l’adeguamento sismico e antincendio e per l’ottenimento del certificato di agibilità degli edifici.

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico 2018-2019 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha reso disponibile sul proprio portale i nuovi dati aggiornati relativi all’Anagrafe dell’edilizia scolastica. «Da oggi – ha spiegato il Ministro Marco Bussetti presentando la nuova operazione trasparenza del Ministero – avremo un quadro più chiaro per poterci muovere rapidamente nell’individuare le priorità d’intervento». Sul piatto, risorse per più di 7 miliardi di euro da spendere per la messa a norma degli Istituti scolastici del nostro Paese: «Abbiamo già sbloccato oltre un miliardo per l’antisismica – ha proseguito il Ministro – e 1,7 miliardi per interventi di messa in sicurezza, oltre ad aver semplificato le procedure di spesa per l’attribuzione diretta delle risorse agli Enti locali».

Ma quali sono i numeri dell’attuale patrimonio scolastico italiano?

Secondo i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica, in Italia ci sono attualmente 40.151 edifici scolastici attivi, di cui 22.000 costruiti prima del 1970: grazie alla ricerca è stato intercettato il 17,8% in più di scuole precedentemente assenti dal censimento. Di questi edifici, il 53,2% dispone del certificato di collaudo statico, il 57,5% utilizza soluzioni per ridurre i consumi energetici e nel 74,5% delle scuole italiane sono state abbattute tutte le barriere architettoniche. Purtroppo però ancora il 59,5% degli edifici scolastici risulta tuttora privo del certificato di prevenzione incendi e il 53,8% non ha quello di agibilità ed abitabilità.

Quali i fondi per l’edilizia scolastica per il triennio 2018-2020?

La Programmazione Unica Triennale di edilizia scolastica potrà disporre dei 1,7 miliardi di euro sbloccati dal Ministro Bussetti e gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, di cui 900 milioni saranno utilizzati per il biennio 2018-2019, mentre i restanti 700 milioni saranno resi disponibili per gli interventi 2020 relativi a ricostruzioni post-sisma e prevenzione del rischio sismico.

Saranno considerati finanziabili tutti gli interventi per l’adeguamento sismico, compresa l’eventuale ricostruzione ex novo (non edifici che si trovino nelle zone 1 e 2 ad elevato rischio sismico), quelli finalizzati all’ottenimento del certificato di agibilità delle strutture, quelli di adeguamento antincendio degli edifici e gli ampliamenti. A determinare la priorità degli interventi, anche la sostenibilità dei progetti ed il numero degli studenti beneficiari dell’opera.

Gli interventi che non potranno essere finanziati con i fondi sbloccati riguarderanno, invece, quelli di sistemazione a verde, l’arredo urbano. 

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