• MYG - Manni Group

Si chiama Manni Young Generation ed è nato nel dicembre 2016 come luogo di integrazione e di valorizzazione delle nuove generazioni: ne abbiamo parlato con uno dei fautori del progetto, il dottor Nicola Bresciani, Responsabile Direzione Risorse Umane di Manni Group.

Sono attualmente tredici gli under 30 che fanno parte del progetto Manni Young Generation, un’Academy aziendale nata con l’intento di investire nelle nuove generazioni per contribuire alla crescita del Gruppo tramite l’accelerazione di progetti strategici. Cambiamento, innovazione, sinergia, digitalizzazione, sostenibilità ed internazionalizzazione: sono questi i pilastri su cui poggia MYG, come ha spiegato Nicola Bresciani, Chief HR Officer Manni Group, nonché uno dei principali fautori del progetto.

Dottor Bresciani, cos’è la Manni Young Generation?

Manni Young Generation (MYG) è un’Academy aziendale intesa come luogo di integrazione, formazione e valorizzazione di giovani di potenziale; l’obiettivo è contestualmente lo sviluppo di nuovi progetti strategici per il nostro Gruppo. Fanno parte del MYG giovani con attitudini e competenze diverse: tecniche, di marketing, economico-finanziarie, linguistiche e provengono dalle diverse società di Manni Group. Si tratta attualmente di 13 under 30 appartenenti a diverse sedi italiane, un gruppo appunto aperto, dove i giovani si confrontano non soltanto tra di loro, ma anche con tutte le strutture organizzative del Gruppo e con partner e collaboratori esterni. Prevediamo da gennaio 2018 il coinvolgimento diretto di ragazzi che sono impiegati in sedi estere: d’altronde è anche per noi una nuova (ed estremamente positiva) esperienza.

Ci aspettiamo che questo team contribuisca ad accelerare i processi di cambiamento, innovazione, sinergia ed interculturalità per l’accrescimento del valore per il Gruppo e per tutti i suoi stakeholder.

Quale esigenza vi ha spinto a dar vita a questo progetto?

Manni Group da sempre investe nel futuro: investe nel futuro dei suoi business e investe nel futuro dei mercati in cui opera, come ha fatto negli ultimi anni con l’ingresso in nuovi mercati geografici, in Russia ed in Messico, e con l’impegno nelle nuove sfide dell’edilizia sostenibile. Ma investe soprattutto nel futuro dei suoi dipendenti, che riconosce come vero valore e patrimonio aziendale. E investe nei giovani, che sono il futuro.

Il progetto MYG, coordinato e sostenuto direttamente dalla Direzione aziendale, interpreta pienamente questa visione e trova terreno fertile in loro: giovani risorse, provenienti da background universitari, professionali e culturali differenti, con forte spirito d’iniziativa, curiosità e creatività, che hanno dimostrato, nei progetti in cui sono stati coinvolti, impegno, serietà e positività.

I team sono tre: product innovation, process innovation, service innovation. Nel mese di ottobre abbiamo organizzato un update dei progetti con un Value Team composto da professionisti interni ed esterni per condividere idee, metodo e contenuti. Ognuno dei team è arrivato a definire un determinato task su temi comuni come innovazione, internazionalizzazione, sostenibilità e sviluppo di possibili strategie per il Gruppo, su attività nuove o già esistenti. Sveleremo maggiori dettagli nel corso del 2018.

Come si inserisce il MYG nell’ambito della Sostenibilità che caratterizza l’identità di Manni Group, e in particolare nelle sue dinamiche di valorizzazione del capitale umano aziendale?

Per decenni si è parlato di sostenibilità riferendosi solamente a due temi: ambientale ed economico. Ma la sostenibilità è anche sociale, e il tema è molto attuale e centrale per il Gruppo: si tratta della capacità di garantire il benessere umano (salute, sicurezza, istruzione, giustizia, ecc…). Se manca quest’ultima, difficilmente si realizzano anche le altre. Gli argomenti oggi sono il welfare aziendale, lo smart working, app, web, flexible benefit, formazione ed informazione… le esigenze delle aziende e delle persone sono cambiate molto. Certamente un gruppo come il MYG può contribuire a diffondere cultura digital, a sviluppare progetti di collaboration e a mettere a disposizione in maniera più “fluida” ciò che si studia e si apprende. Innovazione e digitalizzazione, inoltre, sono presenti in tutti i settori: anche per i settori tradizionali, oggi si parla di “new old economy”. I temi centrali in questa direzione sono training, performance management e certamente anche recruiting: argomenti su cui il Gruppo è molto attento e ha iniziato ad investire con largo anticipo.

Quanto contano le nuove generazioni all’interno del Gruppo??

Manni Group ha più di 70 anni di storia: la visione della proprietà, nel corso degli anni, di anticipare o allinearsi velocemente alle nuove esigenze del mercato è stato il vero fattore di competitività. Ogni epoca ha le sue caratteristiche e peculiarità: oggi sono innovazione, digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione, che si innestano su quanto è stato fino ad oggi costruito, consolidato e si è dimostrato vincente. Diventa fondamentale, quindi, trovare il giusto mix di nuove competenze che spiccano nei millennials e nella generation z, e di competenze tecniche, esperienza, professionalità e senso di appartenenza propri di baby boomers e generation x. Secondo logiche di job rotation, e soprattutto di sviluppo di nuovi progetti, nel corso del 2017 abbiamo inserito in molte funzioni ragazzi giovani, soprattutto nei dipartimenti internazionali, HR, Finance, R&D e Marketing/commerciali.

Può esistere un processo di digitalizzazione aziendale che non passi attraverso le nuove generazioni? Possono accompagnare le vecchie generazioni in questo processo di crescita professionale e sociale?

Non può esistere un processo di digitalizzazione senza nuove generazioni. Ci vuole consapevolezza e, quindi, comunicazione e informazione, impegno e intelligenza. Oggi i giovani devono essere stimolati, coinvolti, informati e sentirsi parte di un progetto appena mettono piede in azienda. Non a caso si parla di “reverse mentoring”: anche i giovani possono da subito portare valore e competenze alle altre generazioni; basti pensare ai social, al digital, a strumenti di collaboration, alle lingue e alla velocità nel reperire informazioni e dati, alla capacità di confrontarsi tra loro e con i colleghi di altre aziende, in Italia o all’estero. Anche sui temi relativi alla sostenibilità, vi è sempre maggior sensibilizzazione tra i giovani.

Collaborazione, interesse, ascolto e giusta dose di umiltà. Questi valori devono essere comuni a tutte le generazioni e ad ogni ambito aziendale, guidate da una vision chiara e definita.

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