A seguire dopo Italia e Spagna, è uno studio di Ginevra ad aggiudicarsi il terzo premio del Manni Group Design Award: Daniel Szalapski e Antonino Scaglione dello svizzero DS-WORKS hanno vinto con Chariot, il progetto per la nuova Xi’An Train Station a forma di cupola a ombrello.

Il carro di bronzo dell’imperatore

Il concept di Chariot è stato sviluppato a valle di una lunga ricerca sulla città cinese di Xi’An e sul suo ricco patrimonio storico e architettonico. L’idea di cupola per il terminal ferroviario deriva dal carro di bronzo dell’imperatore Qin Shi Huang, in particolare dal parasole circolare di bronzo che proteggeva il conducente dagli agenti atmosferici. Il carro fu scoperto circa 20 metri a ovest del tumulo di Qin Shi Huang, il quale rimase nella storia per aver riunito i regni della Cina nel 221 a.C.; per cinque volte fece un tour dell’impero appena unito, con il corteo più maestoso del mondo allora conosciuto.

Anche gli elementi secondari come gli archi dell’edificio circolare rappresentano forme che si trovano nell’architettura tradizionale cinese.

Il concetto per la stazione dei treni di Xi’An rispetta la ricca storia della metropoli orientale e servirà come rappresentazione architettonica contemporanea del passato.

Una struttura sostenibile

Il progetto si fonda tre elementi principali. In primo luogo, lo spazio principale della stazione ferroviaria ispirato al parasole di bronzo di Qin Shi Huang; secondo, gli edifici satellite ispirati ai cavalli bianchi dell’imperatore che tirano il carro; infine, la grande piazza che conduce alla stazione, la quale funge da grande area multiuso che potrà ospitare mercati, sfilate e mostre.

Anche il colore della costruzione deriva dai tre colori principali utilizzati per dipingere il carro originale, prevalentemente bianco, blu e verde. Le superfici esterne degli edifici sono dipinte di bianco per ridurre l’attrazione del calore solare e favorire la quantità di luce riflessa all’interno dell’edificio. Il vetro altamente selettivo viene utilizzato per generare un’alta trasmissione della luce e un basso fattore solare. I parasole – questa volta veri – dispiegabili, inoltre, fermano la luce solare diretta, facilitando la termoregolazione dell’edificio e rendendolo molto più sostenibile.

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