• Il cuore green di Manni Group

Avviato a giugno 2017 nella sede centrale del Gruppo veronese dalla Business Sustainability Unit un progetto pilota di cogenerazione che sfrutta un processo di pirolisi del cippato di legno.

VERONA – Eccellenza, oggi, non significa ‘solo’ fornire prodotti di primissima qualità ed assistenza professionale, ma porre la massima attenzione a tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti e all’impatto complessivo che le attività di un’azienda hanno sull’ambiente, sul territorio, sulla società. Il punto di vista si sposta così da una logica product-oriented ad una logica che considera l’azienda nel suo complesso, fino ad abbracciare la filiera: il mercato non si accontenta di prodotti eccellenti, ma chiede che siano realizzati da aziende e filiere virtuose.

La famiglia Manni, fondatrice e proprietaria di Manni Group, è da sempre sensibile al tema della sostenibilità economica, sociale e ambientale delle proprie aziende, investendo con decisione sul tema dell’efficienza energetica. Uno degli ultimi progetti avviati per promuovere l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili coinvolge direttamente l’iconica sede in acciaio e vetro di via Righi, a Verona. Per rendere il “Palazzetto”, così viene identificato l’edificio progettato nel 1986, un edificio sostenibile ed energeticamente efficiente, è attualmente in fase di test un sistema di produzione di energia alternativa.

Da giugno 2017, infatti, l’edificio è stato dotato di un cuore green: un cogeneratore ad alta efficienza che genera insieme sia calore che energia elettrica. Sfrutta il processo di pirolisi, ovvero la decomposizione di una sostanza organica, in questo caso cippato di legno, esposta ad alte temperature in assenza di ossigeno. L’assenza di ossigeno fa sì che non ci sia combustione del materiale, ma che questo si decomponga in sostanze più semplici come idrogeno, metano e carbone, ovvero gas ad alto contenuto di metano con cui viene alimentato un motore termico ad alta efficienza che produce energia elettrica e calore.

La conclusione della prima fase di test è prevista per dicembre 2017 e il progetto ha dato finora buoni risultati: il rendimento energetico dell’intero ciclo – da cippato di legno a energia elettrica/termica – è sicuramente maggiore rispetto ad un ciclo standard, dove il cippato viene direttamente bruciato.

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