• Assemblea_ManniGroup_26052017

516,3 milioni di Euro di fatturato e segno positivo anche su Ebitda e assunzioni. Investimenti confermati in R&D e formazione. Efficienza energetica, digitalizzazione, prefabbricazione sostenibile i driver dello sviluppo.

26 maggio 2017. Il 2016 si chiude con il segno più per Manni Group, che ha presentato i risultati dell’esercizio questa mattina all’Hotel Crown Plaza Verona Fiere.
516,3 milioni di Euro di fatturato consolidato (+ 9,7% rispetto ai 470,6 milioni dell’anno precedente), 30,2 milioni di euro di Ebitda in netto miglioramento rispetto al 2015 (16,1 milioni di euro) che si attestano al 5,8% del fatturato (3,4% nel 2015), nuovi investimenti per 15,2 milioni di euro, una posizione finanziaria netta di 107,5 milioni di euro, anch’essa in miglioramento rispetto all’esercizio precedente (120,3 milioni di euro), un aumento del patrimonio netto a 106milioni di euro.

«Quando nel 2008 è scoppiata la bolla edilizia ed è iniziato il declino del mondo delle costruzioni, nessuno avrebbe immaginato che 10 anni dopo il calo proseguisse ancora, in Italia, fino a ridurre di oltre il 60% le nuove costruzioni – è il commento del presidente Giuseppe Manni – Noi non siamo rimasti fermi a subirne le conseguenze». L’industriale alla guida del Gruppo fondato nel 1945, che oggi controlla 12 società con 21 centri di produzione nel mondo e 10 mila clienti in 64 Paesi, guarda al futuro con ottimismo. L’esercizio 2016, infatti, conferma l’orientamento verso la qualità piuttosto che la quantità, l’interesse per l’efficientamento energetico, la ricerca della sicurezza antisismica delle costruzioni e il rispetto dell’ambiente. «Noi ci stiamo preparando a questo importante cambiamento: chiusi i festeggiamenti per il 70° anniversario del Gruppo, siamo ora proiettati con determinazione al futuro, un futuro ricco di progetti innovativi e forte di un presente che li prepara».

Internazionalizzazione, innovazione di prodotto e processo, digitalizzazione, sostenibilità. Sono questi i driver dello sviluppo futuro del Gruppo. Nel 2016, infatti, si è avviato un importante progetto di digitalizzazione dei processi che prevede profonde trasformazioni nell’Information and Communication Technology, centrate sul servizio alla clientela e la gestione commerciale. Sono proseguiti gli investimenti per l’ampliamento e il miglioramento delle linee produttive e per la ricerca di nuovi prodotti e materiali, in tutte le Business Unit.
Lo sviluppo delle attività del Gruppo ha consentito il raggiungimento di 1.031 collaboratori direttamente impiegati (961 nel 2015), principalmente occupati nello sviluppo delle attività estere, dei servizi della Holding e dei settori di ricerca e innovazione. Sono stati avviati nuovi percorsi formativi che interessano tutti i collaboratori in particolare sulle frontiere più avanzate dell’innovazione digitale, dell’integrazione dei processi nel social networking, nella ricerca industriale e nella diffusione della sostenibilità.
«Un grande merito dei risultati lo dobbiamo soprattutto ai dipendenti italiani ed esteri, che hanno saputo interpretare al meglio lo sforzo di cambiamento», precisa il vice presidente dell Holding Francesco Manni, sottolineando che «molti giovani sono stati inseriti, motivati e formati ad un processo rivolto all’innovazione e all’internazionalizzazione». Molti di questi si riuniscono in periodici incontri nel neo costituito gruppo Manni Young Generation (MYG), percorso formativo originale che li proietta con una visione internazionale in percorsi d’innovazione e formazione in Italia e all’estero. «Non si tratta di una élite chiusa – spiega ancora Francesco Manni – ma di un team che valorizza i giovani di maggior potenziale facendoli contribuire allo sviluppo di nuovi progetti strategici per il Gruppo». Inoltre si confrontano scherzosamente con i più grandi nella compagnia teatrale ManNicomio, che ha portato in scena lo scorso aprile una commedia con una trentina di colleghi delle diverse aziende improvvisatisi attori, costumisti e tecnici.

L’impegno sociale si esprime attraverso iniziative in favore delle comunità su cui insistono le attività del Gruppo. In particolare con la Fondazione PRO DUBBO che ha contribuito a costruire e oggi a gestire l’Ospedale di Dubbo in Etiopia, la Fondazione Brain Research Foundation che sostiene la ricerca nelle Neuroscienze a Verona, l’Istituto Bosco Children che ospita e riabilita i ragazzi di strada di Addis Abeba.

«Ognuno degli elementi citati oggi fa riferimento a una chiara Vision espressa dal Consiglio della Holding nel disegno della strategia per i prossimi 5-10 anni – precisa il CEO Enrico Frizzera -. Incentrata sul cliente, sui valori aziendali e sull’internazionalizzazione. Digitale, Sostenibilità e Innovazione Tecnologica rappresentano le frontiere, cioè i limiti di carattere commerciale, produttivo, tecnologico, culturale e organizzativo che abbiamo iniziato a spostare, ampliandole. Organizzazione e Personale sono i vettori e i binari dello sviluppo che utilizza gli strumenti di Informatica e Logistica. Infine, la Multiculturalità è la colla che unisce un po’ tutto grazie alle attività di Marketing e Comunicazione. Prendendo a prestito da Folador che molto ha scritto sull’etica in economia, crediamo che in e per Manni Group questa sia un’impresa possibile fatta da persone e aziende che costruiscono il futuro».

I NUMERI DELLE TRE DIVISIONI DI BUSINESS

Tutte e tre le divisioni di business in cui si articolano le attività dell’azienda scaligera hanno registrato un aumento dei volumi, illustrato nel dettaglio dal vice presidente della Holding Francesco Manni.
Nella storica divisione Acciai delle prelavorazioni di prodotti siderurgici il contributo alla crescita è arrivato sia da Manni Sipre (acciai al carbonio) che da Manni Inox (acciai inossidabili): entrambe hanno introdotto nuovi servizi di prelavorazione e assistenza ai clienti. Il fatturato del 2016 è di 247,4 mio di Euro (erano 238,1 nel 2015), con Ebitda di 13,7 mio di Euro (in netto aumento rispetto ai 5,2 mio di Euro dell’anno precedente), e investimenti per 3,2 milioni di Euro (+ 2,2 mio di Euro rispetto al 2015).
Tali risultati sono la conseguenza delle ottime performance tecniche e gestionali durante tutte le fasi della realizzazione da parte di Manni Sipre di importanti e prestigiose opere su diverse aree geografiche, dal Nord Africa ai paesi Scandinavi, ottenute intercettando la cosiddetta esportazione indiretta, cioè accedendo ai mercati dell’export in partnership commerciale con clienti costruttori italiani che realizzano project order in tutto il mondo. Ha contribuito, inoltre, il processo di verticalizzazione a valle attivato da Manni Inox, con investimenti mirati all’ampliamento della gamma di prodotti e servizi, e la focalizzazione dell’attività commerciale su servizi su misura fortemente targettizzati, lasciati scoperti dalla grande distribuzione.

La divisione dei Pannelli isolanti Isopan per le costruzioni, su cui si è concentrato lo sviluppo internazionale, sta raccogliendo i frutti, in particolare, delle ultime aperture estere. Il fatturato complessivo 2016 è di 224,8 mio di Euro (207,6 nell’esercizio precedente), l’Ebitda è pari a 15,4 mio di Euro (12,3 nel 2015). Si conferma anche il trend degli investimenti che, nonostante una riduzione rispetto all’esercizio precedente (25,3 mio di Euro), si è mantenuto su 11,3 milioni di Euro. Al risultato contribuiscono 6 società in Italia, Spagna, Romania, Germania e, da fine 2015, Russia e Messico. Proprio in Messico la joint venture italo-venezuelana Isocindu si colloca, dopo solo un anno di vita, tra i primi tre produttori di pannelli del Centro America.

La divisione Energie Rinnovabili e Servizi ha fatturato nel 2016 44,1 mio di Euro (erano 24,9 nell’esercizio precedente), l’Ebitda è di 1,1 mio di Euro. Comprende Manni Energy per le rinnovabili e l’efficienza energetica, forte oggi della partnership strategica con Officinae Verdi Group, società romana leader nella sostenibilità ed efficienza energetica che ha portato alla definizione di modelli di edilizia Green e alla costituzione di Green Capital Alliance, società in forma di Benefit Corporation focalizzata sull’innovazione tecnologica nell’ambito dell’economia verde e circolare.
Vi sono inoltre la società di ingegneria Icom Engineering che, grazie alle eccellenti e rare competenze ha avviato un processo di ricerca e sperimentazione di soluzioni per la prefabbricazione sostenibile aggiudicandosi un importante commessa per la costruzione di casette prefabbricate nello stato del Suriname, e società di servizi per le controllate come l’immobiliare Manni Immobilia, che gestisce con profitto gli immobili del Gruppo.

BUILDING A SUSTAINABLE FUTURE: IL REPORT 2016 DI MANNI GROUP

Nel Report 2016, Manni Group integra la propria strategia di sostenibilità ambientale tra i driver di sviluppo, e consolida il proprio impegno verso una sostenibilità economica e sociale del proprio business. Per guardare avanti, oltre gli obblighi di legge, guidando e creando un cambiamento che miri a coinvolgere la filiera dell’acciaio e i mercati in cui opera, ridisegnando i modelli di riferimento in chiave di green & circular economy, l’azienda ha definito il proprio impegno per contrastare il cambiamento climatico nella riduzione del 15% delle proprie emissioni dirette di CO2 entro il 2021. Oltre a sottoporre i dati del proprio report ad un’asseverazione di parte terza, il target di riduzione delle emissioni individuato sarà sottoposto al controllo da parte della Science Based Target Initiative, (iniziativa promossa tra gli altri da WWF International e Nazioni Unite, di cui fanno parte oltre 200 aziende internazionali) cui Manni Group ha deciso di aderire, che ne validerà la conformità agli obiettivi di mantenimento dell’aumento delle temperature globali entro i 2°C.

Il testo integrale della Sustainability Policy di Manni Group, i risultati dell’analisi energetica effettuata su tutti i siti aziendali italiani e le linee guida degli interventi di efficientamento più opportuni per il futuro sono pubblicati nel Report 2016 e sul sito web www.mannigroup.com/it.

CS_Bilancio 2016 Manni Group_26052017_

 

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